Il kombucha è una bevanda acidula, considerata un toccasana per disintossicare l’organismo e rinvigorire il corpo e la mente. Nasce dall’incontro di tre soli elementi: infuso di tè, zucchero (preferibilmente di canna integrale) e batteri derivanti da uno starter. Il suo nome e la sua invenzione affondano le radici in antiche leggende orientali. Si racconta che i soldati di Gengis Kahn portassero sempre con sé una bevanda acidula in grado di dare loro forza e resistenza durante le lunghe marce. In un’epoca ancora precedente, pare che un medico coreano, chiamato Kombu, prescrivesse questa bevanda al suo imperatore. Quale che sia la sua origine, oggi il kombucha è una bevanda molto apprezzata anche in Europa. Le sue virtù nascono dallo scoby, una colonia simbiotica di lieviti e batteri in forma di disco gommoso, che, posto sulla superficie del tè zuccherato, sviluppa, col passare dei giorni e con la giusta aerazione, colonie di microrganismi benefici. In questo modo, il tè si trasforma in una super bevanda dal gusto acidulo, che può essere bevuta senza aggiunte, o può essere aromatizzata con spezie e frutta, oppure può essere usata in cucina, per ricette sia dolci che salate.
Tra le mie ricette preferite, c’è il sorbetto acidulo di pera e kombucha.
Ingredienti per 4 persone: 300 ml di kombucha; 500 g di polpa di pera frullata; 3 cucchiai di zenzero grattugiato; 210 ml di sciroppo di zucchero (realizzato con una parte di acqua e una di zucchero di canna). Unire in una ciotola la pera frullata, lo zenzero e lo sciroppo di zucchero. Mescolare accuratamente e quindi versare il composto in una gelatiera. Procedere secondo le istruzioni del manuale d’uso della gelatiera. Porre il composto in freezer, a solidificare per 20 minuti. Servire preferibilmente a fine pasto, magari guarnendo con foglioline di menta o basilico oppure con pezzetti di pera e cubetti di zenzero candito. Il kombucha esalta il sapore della pera e lascia invariata la texture vellutata e cremosa del dessert.
di Dario Pierandi
