La corsa di imprenditori che comprano i vigneti dei Colli Orientali

L’ultimo è stato Giorgio Polegato, trevigiano, dopo la liquidazione delle proprie quote di Astoria, a Refrontolo (Treviso) azienda di Prosecco diffusa in mezzo mondo. Ha scelto un terreno di 24 ettari a vigneto a corpo unico e 13 a bosco sulle colline (150-200 mt) di Prepotto, antica terra dei vini dei Colli Orientali a due passi del confine sloveno.  Una scelta frutto di accurate consulenze, indicazioni, studi e soprattutto particolare attenzione alla storia di quegli antichi vigneti. Qui è la “filosofia” produttiva è figlia di una accurata valutazione: tutti i vini della “Viarte” (La Primavera) sono autoctoni, molti soltanto vecchi, alcuni addirittura storici come il Pignolo, ma anche lo Schioppettino, il Picolit, il Tazzelenghe e tutta la linea Lende (leggenda in friulano). E poi Pinot Grigio, Chardonnay Cabernet e Merlot:..”. Notevole l’impegno professionale di Polegato e i figli Riccardo, Giorgia, e Luana. Ognuno con una singola responsabilità e ruolo per avviare un percorso di evoluzione di tutti i processi aziendali dal vigneto alla cantina per finire all’area gestionale”. Tutto ormai funzionale e operativo. L’acquisizione riguarda quindi un’azienda storica del territorio friulano, che negli anni vuole confermarsi punto di riferimento della viticoltura. Ciò avverrà nel rispetto della tradizione ma anche con quella innovazione che nella famiglia Polegato, spiega Riccardo Polegato nella sua veste di giovane amministratore è nel DNA.

Tra i molti famosi ci sono anche loro

Sono soprattutto toscani e veneti che hanno messo gli occhi sul cosiddetto “vigneto Friuli Venezia Giulia” e vanno a caccia di buone occasioni. Due i fattori che rendono particolarmente appetibili Collio goriziano, Colli Orientali e Grave: il costo dei terreni piuttosto basso e l’alta qualità dei vini bianchi che si possono produrre. «La valutazione dipende dagli ettari dei terreni, dal giro commerciale”. Nel 2024 è passata ai veronesi Tommasi, la Marco Felluga – Russiz Superiore di Capriva, e nel 2022 un colosso come la famiglia Antinori, che produce rossi nobili toscani, ha acquisito il brand Jermann di Dolegna del Collio, tra i più redditizi in Italia. Novanta ettari di vigneti, tra Friuli Grave e Friuli Colli Orientali, quasi tutti sulle colline di Ramandolo, e la cantina, cuore dell’azienda con annesso museo del mondo vitivinicolo è quanto l’imprenditore ed enologo Pietro Pittaro, scomparso nel marzo 2024 all’età di 80 anni, e già presidente Assoenologi dal 1987 al 1995 (ed anche dell’Union Internationale des Oenologues), quando guidò la battaglia per il riconoscimento formale del titolo di enologo, ha lasciato ad una decina dei sui collaboratori più cari. Andando indietro nel tempo, precisamente al 2019, c’è da annoverare l’acquisto di Borgo Conventi, tra Isonzo e Collio, da parte di Giancarlo Moretti Polegato proprietario della trevigiana Villa Sandi, mentre nello stesso periodo Valerio Civa, vignaiolo parmense, ha fatto incetta di terreni nei Colli Orientali comprando un’azienda di Bellazoia e costruendo una nuova cantina per la Ribolla gialla. La nota famiglia toscana dei Frescobaldi ha messo una bandiera importante sul Collio, rilevando la Conte d’Attems, mentre l’imprenditore Albino Armani, oltre a cantine in Trentino e nella Valpolicella, ha un’azienda a Lestans, nel Pordenonese.

di Carlo Mocci