La più famosa chips è la regina incontrastata dell’abbinamento con il drink fresco e da conversazione. Bella croccante e giustamente salata, è in assoluto il più classico partner al bar per l’aperitivo, ma anche come partner del drink anytime. Noi in Italia le patate cotte in olio le chiamiamo semplicemente “patate fritte”, qualsiasi sia la loro forma o il loro taglio. Usiamo il vezzeggiativo “patatine” nel caso siano delle patate tagliate finemente o sfogliate. Nel mondo, invece, il nome cambia a seconda della tipologia: in America del nord la patatina sfogliata viene chiamata “chips” e corrisponde sempre a quella industriale, mentre le patate fritte a bastoncino vengono chiamate “French fries” o solamente “fries” in memoria al paese di origine. Nel Regno Unito invece chiamano la patatina sfogliata “crisp” e “chips” quella a bastoncino. In Oceania e nelle zone agli antipodi dell’Italia vengono chiamate ambedue comunemente “chips”. Perciò quando uno straniero viene al bar e chiede delle chips o delle crisps o delle french fies, fate attenzione alla sua provenienza per servirlo al meglio. In ogni parte del mondo quando si frequenta un bar di livello e si vuole qualcosa da mangiare di sostanzioso, potete ordinare un club sandwich o club house sandwich. È in assoluto uno degli snack più famosi del mondo, anglosassone per tradizione, e fatto a più strati di pancarré tostato e farcito con pollo o tacchino, roast beef, bacon, formaggio, lattuga, cetriolo, pomodoro, maionese e senape. Una volta farciti i vari strati del pancarré, normalmente quello più grande, “così detto americano”, viene tagliato a spicchi in quattro parti. Ma cosa centrano le patate? Ebbene non c’è club sandwich senza patate fritte! Messe al centro del piatto, si compongono i quattro spicchi di sandwich intorno alle patate chips o a bastoncino e si accompagnano con un buon bicchiere di vino o di birra italiani, ed il gioco è fatto!
Il drink che vedete nella foto con delle patatine è l’ormai famoso aperol spritz. Esso si compone di ghiaccio, fetta di arancia – che deve essere messa prima perché versando sopra rilascia profumi – 3cl. di aperol, 4 cl di prosecco “secco” e uno sbuffo di seltz circa 3 cl.
di Stefano Renzetti
