La trattoria che profuma di storia, famiglia e sapori autentici.
Dal 1921, a Milano, la famiglia Masuelli apre le porte della sua trattoria accogliendo ogni ospite con il calore e il gusto sincero della cucina milanese-piemontese più autentica. Qui, ogni dettaglio racconta una storia. Una storia di generazioni, di amore per il cibo e per l’arte dell’ospitalità. La filosofia che anima questo luogo è fatta di gesti semplici e profondi, di sorrisi veri, di una mise en place che parla da sé: l’imponente bancone di mescita di gusto liberty, le tovaglie bianche che accarezzano i tavoli con eleganza senza tempo, mentre la luce dorata dei lampadari Venini anni ’30 firmati Giò Ponti avvolge la sala in un’atmosfera sospesa tra sogno e memoria. Le pareti, rivestite da boiserie laccate, emozionano attraverso riconoscimenti internazionali, dediche di scrittori, gourmet e grandi firme dell’enogastronomia. È un racconto vivo, che si rinnova ogni giorno. La voce del patron Pino alla comanda, che accoglie i clienti con il grembiule da sala e il sorriso di chi fa questo mestiere con il cuore, la mamma Tina e il figlio Max ai fornelli: tutto concorre a creare un’esperienza unica, genuina e al tempo stesso sorprendente. Chi ama le calde atmosfere d’epoca, qui ritrova un rifugio. Uno spazio che è molto più di un ristorante, un vero e proprio luogo dell’anima.
Solare: milanesine con risotto allo zafferano
La specialità del Buon Ricordo
Questo piatto chiama in causa due classici della cucina milanese. Innanzitutto, la cotoletta: ‘lombolos cum panitio’, si legge nella lista di un banchetto del 1134, trovando conferma che il taglio dev’essere la parte anteriore della lombata di vitello, con tanto d’osso che tiene la carne in banderuola. Alta o battuta, è stata altra questione a lungo discussa, ma ormai è certo che ogni maltrattamento nuoce alla sua bontà. Quanto al risotto, protagonista è lo zafferano, spezia che si ottiene dal croco (Crocus sativus), bulbacea originaria della Persia, diffusa dagli Arabi nelle terre mediterranee. La polvere arancione ricavata con straordinaria pazienza dagli stimmi del fiore deve agli Spagnoli la sua notorietà gastronomica, dalla paella valenciana, piatto di riso guarnito con pesce, crostacei e carni miste, al risotto mantecato alla milanese, tradizionalmente servito con l’ossobuco in gremolata.
Ingredienti per 4 persone
Per il risotto: 160 g di riso Carnaroli; 60 g di burro; 1⁄4 di cipolla bianca; 1⁄2 bicchiere di vino bianco secco; 1 pizzico di zafferano in stimmi; 1⁄2 litro di brodo leggero e chiarificato; 40 g di Parmigiano Reggiano grattugiato.
Per le milanesine: 12 “cubetti” di fesa di vitello (4 cm di lato; 2,5 di spessore); farina bianca; pangrattato; 2 uova; 40 g di burro.
Avviate la preparazione del risotto soffriggendo con una noce di burro la cipolla tritata molto finemente. Aggiungete il riso e con una paletta di legno mescolatelo in modo da insaporirlo omogeneamente. Versate il vino bianco e lasciatelo sfumare. Aggiungete il brodo e gli stimmi di zafferano portando a cottura. Levate la pentola dal fuoco, aggiungete il formaggio grattugiato e il burro restante, mescolando con vigore per mantecare bene il risotto; se necessario, aggiustate di sale. Nel frattempo, dedicatevi alle milanesine. Passate i cubetti di fesa prima nella farina bianca, quindi nell’uovo sbattuto e infine nel pangrattato, compattando con le mani in modo da far aderire bene la panatura. Sciogliete il burro in una padella e quando friggerà dolcemente aggiungete le milanesine; fatele imbiondire su ambo i lati girandole con attenzione; alla fine sgocciolatele con una paletta forata e trasferitele su carta da cucina perché possano cedere il grasso in eccesso. Componete i piatti con tre ‘cotolettine’ a testa e una mezzaluna di risotto giallo.
Vino consigliato: Barbera del Monferrato Doc
di Giulia Coronaro
