La patata, chiamata in alcune province della Cina “tubero straniero” (洋芋yángyù) per la sua provenienza, arriva qui per la prima volta verso la metà del XVII sec., grazie alle carovane che dall’Europa percorrevano la via della seta. Da tempo è quindi presente nella dieta della popolazione cinese, ma non è ancora considerata come un alimento di base, e solo recentemente si sono comprese le sue grandi potenzialità.
A partire dagli anni ‘80 l’incremento della coltivazione e del consumo di patate è stato esponenziale tanto che, nella terra del riso, viene considerato un prodotto che aiuterà a sconfiggere la povertà dei contadini delle province più disagiate del paese. La Cina in realtà è già da anni il maggior produttore e consumatore mondiale di patate, anche se questo è dovuto al numero elevato della popolazione più che al consumo pro capite, che è ancora marginale rispetto a quello di altri paesi. L’arrivo in Cina di catene internazionali di fast food, che hanno introdotto il consumo delle patatine fritte molto apprezzate ora dai cinesi, è servito sicuramente ad incentivare e sviluppare la coltivazione delle patate. Il governo cinese ha negli ultimi anni lanciato grandi campagne e piani per incrementare ed ottimizzare la coltivazione di patate e per aumentarne la resa. Si è cercato di modernizzare il processo produttivo e di selezionare qualità sempre migliori. Addirittura semi di patata sono stati mandati in orbita, assieme ai semi di altri vegetali, visto che studiosi cinesi hanno stabilito che l’assenza di gravità puo’ aumentare il contenuto di sostanze nutritive in questi tuberi. Le zone di produzione principali sono quelle della Cina occidentale, come il Gansu, il Qinghai, il Ningxia e lo Shaanxi, dove manca l’acqua, la terra non è molto fertile ed il clima abbastanza rigido. In queste zone, fra le più povere del paese, l’agricoltura fino a pochi decenni fa era poco sviluppata. Le coltivazioni di grano non rendevano, così come quelle di riso, ortaggi o verdure vista la mancanza di acqua per l’irrigazione. In queste condizioni ambientali così difficili la messa a coltura della patata ha ottenuto ottimi risultati. Oggi la patata viene anche coltivata nelle province del sud, dove si scelgono delle qualità che possono crescere più velocemente, in modo da poter essere piantate fra un ciclo e l’altro nei campi di riso. Oltre ad essere una fonte ulteriore di reddito per le famiglie dei contadini, questo aiuta anche ad arricchire il suolo. Ecco allora che in un paese come la Cina, dove la disponibilità di terre coltivabili si riduce di anno in anno, dove c’è mancanza di acqua e dove per contro la popolazione da sfamare aumenta constantemente, la patata rappresenta una grande e nuova fonte di reddito. Nelle province occidentali cinesi sono state costruite anche nuove fabbriche per la lavorazione della patata, dove quelle che per dimensioni ridotte non possono essere vendute fresche e che in passato venivano destinate degli animali, ora sono trasformate in patatine fritte o utilizzate in diverse industrie alimentari, ma anche in quelle della carta, farmaceutiche e tessili. Anche un museo dedicato alla patata di 3000 mq è stato da poco inaugurato vicino Pechino, opera di uno degli uomini più ricchi della Cina che deve appunto parte della sua fortuna a questo tubero! Un cartello all’ingresso del museo recita: “Piccole patate, grande industria”, perchè proprio da un prodotto cosi’ umile e povero come la patata possono nascere grandi aziende e quindi grandi guadagni! Anche Sirman può testimoniare il grande incremento dei consumi delle patate in Cina, perché va di pari passo all’aumento delle vendite su tutto il territorio della linea completa dei suoi pelapatate. Funzionalità, ricerca tecnica, affidabilità, facilità di pulizia e professionalità, ecco cosa scelgono tutti gli operatori finali cinesi che decidono di acquistare un pelapatate Sirman!
di Simona Ceresani
