Il comandante della 47a armata Panzer della Wehrmacht, il generale Heinrich von Lüttwitz non sapeva che il 9 maggio del 1945, meno di sei mesi dopo, sarebbe stato insignito della prestigiosa Croce di Cavaliere con Fronde e Spade, la più alta onorificenza militare del Terzo Reich. Quella gelida mattina del 22 dicembre 1944, stava aspettando il ritorno del suo messaggero. Lo aveva mandato, assieme ad un altro sottufficiale e a due soldati, dall’altra parte del fronte, dagli americani, ormai sotto assedio nei pressi di Bastogne. Si mosse dalla carta appesa al muro, dove erano segnate le direttrici dell’offensiva delle Ardenne, e si avvicinò alla finestra. Il tempo era pessimo: nebbia e neve, alta anche più di un metro. Fece un cenno con la testa verso il suo luogotenente che stava nell’altra stanza, ritto, immobile, con le mani nervosamente strette dietro la schiena. “Niente?”
“Niente!”
Prese dal piano della stufa una castagna arrostita e se la tenne fra le dita, per scaldarsi un po’. In quelle condizioni una caldarrosta era un lusso, lo sapeva ma il suo luogotenente aveva l’abilità di trovare l’introvabile, anche nei peggiori momenti. Tolse la scorza con lentezza e pignoleria, curando di togliere anche quei piccoli pezzi di camicia che si infilavano nelle pieghe del frutto. La mangiò lentamente, chiedendosi se avesse fatto bene o male a proporre la resa al generale americano Anthony McAuliffe. “Per evitare un’inutile spargimento di sangue” aveva fatto scrivere in perfetto inglese sulla missiva; era un gesto magnanimo, da soldato rispettoso delle tradizioni militari. Aveva anche chiesto la resa entro due ore, assicurando l’onore delle armi. Bastogne era oramai circondata e, di lì a poco, le artiglierie avrebbero cominciato la distruzione metodica della città, per annientare ogni resistenza. Il comando si agitò; qualcuno annunciò l’arrivo del sottotenente Hellmuth Henke, latore della risposta degli americani.
Il sottufficiale sbatté i tacchi e salutò davanti al suo generale: “Heil Hitler!”
Lüttwitz non ebbe tempo di rispondere. Tolse di mano il foglio al sottoposto, lo svolse e rimase muto. “Nuts? Che vuol dire, nocciole? Che razza di risposta è questa?” “Herr General, ci hanno mandato al diavolo!” Di lì a poco si sarebbe scatenato l’inferno ma Bastogne non sarebbe caduta in mano ai nazisti.

di Flavio Bisson