Da una opinabile ricerca è risultato che i consumi di tè e caffè nel mondo (calcolati in numero di tazze) sarebbero pressoché equivalenti e secondi solo all’acqua. Si tratterebbe di poco più di tre miliardi di tazze al giorno ciascuno, con al primo posto la Cina per il tè e l’Unione Europea per il caffè. Prendiamola per una semplice curiosità, ma in questa nota io mi soffermerò sul tè. Patria riconosciuta del tè è la Cina dove già millenni di anni fa costituiva bevanda per i nobili e successivamente ebbe diffusione anche tra le classi meno abbienti, primariamente quale medicinale. La sua notorietà si allargò poi al Giappone, Corea e fino al Medio Oriente. In seguito, fu la famosa Compagnia delle Indie a portarlo in Europa dove ebbe ampio accoglimento, in particolare in Inghilterra dove il “tè delle cinque” divenne quasi un rito, ancora oggi momento irrinunciabile della giornata. Il tè in Italia sarebbe giunto in epoca rinascimentale a seguito di scambi commerciali tra mercanti veneziani e genovesi con i loro colleghi inglesi e olandesi. Ho scelto di usare in questa nota la grafia “tè” all’italiana, ma è accettata anche “thè” di chiara origine britannica, a volte troviamo anche “tea” specie in forme composte quali “tea time” o “tea room”. Da viaggiatore di lungo corso posso dire che il tè l’ho trovato in ogni parte del mondo anche se, in linea generale, la sua presenza è maggiore in Oriente, sia vicino che lontano. Al riguardo merita citare la “cerimonia del tè” che in Giappone ha assunto significato quasi religioso. Ho avuto la fortuna di assistervi a Kyoto in casa privata e quell’esperienza rimarrà tra i miei preziosi ricordi. La cerimonia del tè costituisce un fondamento nella formazione di una “geisha” e, seppure questa figura sia oggi piuttosto appannata, la cerimonia rimane un sapere basilare. Intuito, curiosità e fantasia suggerirono probabilmente di versare l’acqua calda su altre foglie, erbe, arbusti, frutti e così si spalancò il mondo delle tisane e degli infusi. La differenza tra tisane ed infusi non è molto rigorosa, ma in linea generale è forse possibile dire che la tisana è una miscela di più piante officinali mentre l’infuso si ottiene da un’unica pianta. Il mio consumo personale, oltre al tè, include la camomilla quale coadiuvante del sonno e il mirtillo per contrastare una impenitente gastrite. Da quanto ho scritto sopra dovrebbero essere entrambi degli infusi, ma non ci giurerei. La differenza con le tisane sembra davvero fragile. Ci sarebbero poi anche i decotti, ma è meglio che mi fermi qui.

di Renato Ganeo