Il viaggio di un cereale conosciuto e apprezzato in ogni regione

Il riso, un alimento discreto e umile, ma elegante e diffusissimo in molte culture, accomuna paesi lontani con la sua coltivazione, i paesaggi e il forte ancoraggio al territorio, sia come elemento gastronomico, sia come occasione per la sua celebrazione: dalle nostre famose sagre del riso, diffuse in tutto il territorio, alle celebrazioni dell’Indonesia, Filippine; Sri Lanka e Giappone per citarne alcuni. L’arte in genere è divisa tra la rappresentazione del lavoro nelle risaie, come le immagini delle mondine e installazioni realizzate con chicchi di riso. Come le Spigolatrici di Millet, in cui tre donne sono chine a raccogliere spighe in un paesaggio, varie raffigurazioni di mondine rappresentano donne, chinate a pulire il riso, con i volti coperti da cappelli: sono donne votate al sacrificio e alla fatica ma sono esempi di dignità, forza e abnegazione. Gli autori sono da collocare tra l’Otto e il Novecento. Il lavoro stagionale, faticoso, sottopagato diventa simbolo di lotte sociali identificando un’identità collettiva se no dimenticata e ignorata. Cito almeno un esempio: Angelo Morbelli, ‘Per 80 centesimi!’ Conservato a Vercelli, raffigura una fila di donne con i piedi nell’acqua, chine mentre mondano il riso, e sullo sfondo la risaia che non ha mai fine. Altro tipo di tradizione si ha in Giappone: la tradizione iconografica è molto ricca. Molte stampe rappresentano contadine chine nell’acqua a piantare o raccogliere il riso. Oppure contadini che piantano il riso. Sono legate al susseguirsi delle stagioni, alla natura che cambia con esse. Mancano di protesta sociale, perché rappresentano altro. Porto come esempio il celebre Katsushika Hokusai quello de ‘La grande onda di Kanagawa’ per intenderci, che nella xilografia ‘Risaie a Ono nella provincia di Suruga’ tra il 1830 e il 1832 conservato all’Art Institute di Chicago, con una spettacolare raffigurazione del paesaggio rurale giapponese con lo sfondo del monte Fuji. Molto interessante è anche l’artista tedesco Wolfgang Laib che ha realizzato alcune opere con il riso, due Rice House (2001, Art Institute of Chicago): scultura simile in marmo con riso come forma archetipica oppure: The Rice Meals for the Nine Planets (1983): sembrano piccoli coni come altari votivi. L’idea della Rice Room di Vincent Du Bois, artista svizzero, era accattivante: si trattava di una costruzione immersiva del 2006 a forma di chicco di riso, rivestita di sacchi di riso, dove ascoltano suoni meditativi. Il progetto invitava a percepire il riso come protagonista di un’esperienza che stimola la consapevolezza e il rispetto per le tradizioni agricole.

di Cristina Mocci