Un’eccellenza nazionale in un territorio degno di doppio riconoscimento UNESCO
Il nostro Paese ad oggi detiene un primato eccezionale: è lo Stato con il maggior numero di siti iscritti nella lista del patrimonio mondiale UNESCO, ossia riconosciuti quali “patrimonio dell’Umanità”.
Ebbene, nella lista, è compreso un luogo eccezionale per molteplici aspetti, culturali e paesaggistici, tanto da avere ottenuto un doppio riconoscimento UNESCO: dal 1999 quale Patrimonio Mondiale dell’Umanità è stata designata Ferrara, città del Rinascimento ed il suo Delta, nonché dal 2015 l’intero territorio del Delta, sia veneto che emiliano-romagnolo, è stato inserito nella rete mondiale delle Riserve di Biosfera MAB UNESCO (MAB: “Man and the Biosphere” – Uomo e Biosfera) per la sua importante biodiversità e le rispettive strategie di sviluppo sostenibile. In tale esclusivo contesto, essendo il Delta del Po l’unico delta esistente in Italia e rappresentando una delle più grandi riserve nazionali di zone umide con sbocco al mare privo di sbarramenti, si inserisce una delle nostre più pregiate nazionali varietà, appunto il “Riso del Delta del Po – IGP (“Indicazione Geografica Protetta”), caratterizzato da un proprio disciplinare di produzione e da una tradizione secolare, con testimonianze risalenti al 1400, legata alla bonifica delle aree palustri, nello specifico alla bonifica dei predetti terreni dal sale. Il riso del Delta del Po a prima vista presenta un chicco grande, cristallino e compatto, può essere bianco o integrale ed i terreni di coltura, caratterizzati da lenta capacità drenante, elevata salinità e fertilità minerale, in particolare potassio, conferiscono al riso aroma e sapidità particolari, con maggiore resistenza alla cottura ed elevato tenore proteico. Tale prodotto appartiene al tipo “Japonica”, gruppo “Superfino” che include differenti varietà di riso, tra cui Carnaroli, Arborio, Volano, Baldo, Caravaggio, Cammeo, Keope, Telemaco, Karnak. Proprio per la qualifica di prodotto “IGP” la coltivazione avviene sul cono orientale estremo della pianura padana tra il Veneto e l’Emilia-Romagna, nei territori formati da detriti e riporti del fiume Po, in un’area delimitata ad Est dal Mare Adriatico, a Nord dal fiume Adige, a Sud dal Canale navigabile Ferrara/Porto Garibaldi. I territori interessati sono nel Veneto nella provincia di Rovigo i comuni di Ariano nel Polesine, Porto Viro, Taglio di Po, Porto Tolle, Corbola, Papozze, Rosolina e Loreo ed in Emilia-Romagna nella provincia di Ferrara i comuni di Comacchio, Goro, Codigoro, Lagosanto, Massa Fiscaglia, Migliaro, Migliarino, Ostellato, Mesola, Jolanda di Savoia e Berra. L’unicità di questo territorio, pregio per l’Italia e meritatamente riconosciuto dall’UNESCO, ha generato così una delle nostre più prelibate e nobili eccellenze di riso, base di ricette culinarie dove acqua, terra, cultura, tradizioni e biodiversità si intrecciano, invitando alla sua scoperta e a piacevoli degustazioni.
di Annalisa Case
