Riso di Sibari e cocktail calabresi
Siamo nella Piana di Sibari, dove il profumo del mare e quello delle montagne si mescolano nell’aria. Questo è il regno dell’azienda agricola a conduzione familiare Magisa, che gestisce 350 ettari di risaie. La loro produzione di 25mila quintali di riso all’anno è frutto di un terreno salmastro unico e di un microclima perfetto, con acqua a scorrimento tra il Parco Nazionale del Pollino e il mare. L’innovazione si fonde con la tradizione, grazie a una lavorazione artigianale che utilizza macchine innovative ma anche tecniche tradizionali a pietra e rulli. L’azienda Magisa. è stata pluripremiata, conquistando riconoscimenti in tutto il mondo, dalla “Bandiera Verde” in Italia alle future risotterie in Cina. Dal 2020, producono anche il “riso Jemma”, una varietà autoctona che si può trovare solo qui.
Questo riso non è solo un cereale, ma il punto di partenza per un viaggio nel gusto, magistralmente interpretato dallo chef Pietro Spataro, artista dei sapori, convinto che la bellezza si trovi nella semplicità e che ha creato una sinfonia di profumi e sapori calabresi abbinati ad ogni piatto.
Crespella di riso con guanciale e provola: un piatto gratinato con sentori di mentuccia greca, abbinato ad un Calabrian Spritz: 3 cl di liquore al cedro, 6 cl di prosecco brut, e un top di seltz. Decorato con menta fresca e cedro, il drink bilancia la ricchezza del piatto.
Cubotto di Carnaroli con ragù di Podolica: un piatto intenso con cardoncelli e caciocavallo silano. Si sposa alla perfezione con l’Americano del Capo, preparato con 3 cl di Vecchio Amaro del Capo, 3 cl di blood bitter, 3 cl di vermouth rosso e un tocco di soda.
Torta di riso Carnaroli: un dessert con ricotta di pecora, fichi DOP di Cosenza e mandorle. Abbinato al Clementino Tonic, un cocktail che unisce 6 cl di liquore al clementino, ghiaccio e tonica Mediterranean.
Questo percorso gastronomico dimostra come la passione, l’eccellenza e la creatività possano trasformare un semplice ingrediente in un’esperienza sorprendente.
Nicola Dimatteo
