Rotzo è uno dei sette comuni dell’Altipiano di Asiago, il più antico. Un luogo speciale, favorevole all’insediamento umano e da sempre terreno fertile per la coltivazione. Qui, ai margini della cosiddetta “campagna” che si stende leggermente ondulata a valle del capoluogo, si coltivano le “patate di montagna”. Quelle più buone perché nascono in un terreno asciutto e sabbioso, ideale per la crescita di questo tubero, come già sosteneva l’abate Agostino Dal Pozzo che nella seconda metà dell’700 spronava la popolazione a sperimentare questa nuova coltura. Patate “bintje”, dalla polpa bianca, farinose e asciutte, ideali per purè e gnocchi. Patate “monnalisa”, precoci, ottime da insalata. E, ancora, “desirée”, le uniche a buccia rossa, ricca di zucchero, squisite fritte. In generale, patate la cui polpa vanta una maggiore concentrazione di amido e una minore quantità d’acqua rispetto a quelle di pianura. Perché qui l’acqua non ristagna nel sottosuolo, ma filtra velocemente, ammorbidendo la terra. E il clima fresco e soleggiato, con forti escursioni termiche giorno-notte, fa il resto. Senza dimenticare la mano dell’uomo e, nello specifico, l’esperienza e la dedizione dell’Associazione Produttori Patata di Rotzo.
Il maggior produttore di patate della zona è la famiglia Zecchinati, titolare dell’omonimo agriturismo a Rotzo. Papà, mamma e figli tutti impegnati nell’azienda familiare, di giorno sul campo e la sera in cucina ed in sala. Meravigliosi, tra le specialità di casa Zecchinati, i morbidissimi gnocchi che la fanno da padroni.
Conditi in tutte le salse, al pomodoro, al ragù, al burro e salvia sino al “cimbro” zucchero e cannella. Ottime anche le carni del proprio allevamento, le verdure dei campi e i dolci fatti in casa, semplice l’offerta dei vini. Una sosta golosa e naturale che non può non mancare a tutti i visitatori dello splendido Altopiano di Asiago.

di Ferruccio Ruzzante