Un mosaico di boschi, vigneti, frutteti e giardini. Così si presenta la Valle del Senio, dove rimane il paese di Casola Valsenio, altrimenti detto Paese delle Erbe e dei Frutti Dimenticati. Piante spontanee o coltivate negli orti e nei frutteti di casa per il consumo domestico fin dal tardo Medioevo, i frutti dimenticati sono perlopiù caratteristici della stagione autunnale e rappresentavano una preziosa scorta di cibo da conservare con cura per l’inverno. Salvati dall’estinzione con passione e determinazione dalle istituzioni e dalle aziende locali, a loro è dedicata la Festa dei Frutti Dimenticati, giunta ormai alla sua 17° edizione, nei giorni del 17 e 18 ottobre e preceduta dalla Festa del Marrone. In effetti tra questi capolavori della natura – quali giuggiole, pere spadone, corniole, nespole, mele cotogne, cazzeruole, noci, nocciole, melagrane, etc. – spicca il marrone di Casola Valsenio a cui saranno dedicate conferenze tematiche sulla certificazione IGP, animazioni a tema agreste e assaggi delle eccellenze gastronomiche casolare: cotto nell’acqua con l’alloro (baloc), arrostito sulla fiamma (brusé) o cotto nel forno della stufa a legna (spasmé). Con le castagne secche si prepara anche una particolarissima minestra, mentre con la farina di castagne si fa la base per la polenta da mangiare con formaggio fresco e per il castagnaccio. Tra i dolci, invece, si potranno gustare i ravioli, detti topini, preparati con la polpa di marrone arrostiti. Il marrone di Casola Valenio è poi particolarmente apprezzato per il consumo fresco e la preparazione dei marron-glace.
E a questo gustoso ed eclettico frutto è stata dedicata anche la Strada dei Castagneti per riscoprire il magico mondo dei castagneti e dei marroni, senza dimenticare le aziende agricole (circa 80 con oltre 450 ettari coltivati a castagneto da frutto tra le valli del fiume Senio, Lamone e Sintria) che con passione promuovono ogni giorno la valorizzazione di questo prezioso dono della natura.
La ripresa d’interesse verso i frutti di un tempo è rivolta anche al recupero di antichi metodi di conservazione, lavorazione e consumo alimentare. Per questo nel coso della festa si svolge un concorso di marmellate e uno di liquori mentre i ristoranti della zona propongono per tutto l’autunno la cucina dei frutti dimenticati.
di Giulia Coronaro
