Il sapore della terra australiana: cibi selvatici e tradizione millenaria
Visto che mi trovo in Western Australia questo articolo sarà incentrato sul “Bush Food”, ovvero cibo che la terra/natura mette spontaneamente a disposizione.
Gli aborigeni si sono nutriti nel bush per millenni ed alcuni ancora oggi lo fanno. Il bush mette a disposizione un’enorme quantità di cibo, ma solo per chi ha una profonda conoscenza di ciò che è commestibile e di ciò che è dannoso e a volte letale. Per gli aborigeni questa conoscenza è innata.
Iniziamo con il parlare del Grass Tree (albero dell’erba) che è un simbolo per l’Australia insieme al canguro e all’emu. Il grass tree è considerato un vero “supermarket” dagli aborigeni; infatti, la pianta ha varie parti edibili e alcune no. Partiamo dalle commestibili: la base delle foglie giovani ha un sapore tra il dolce e il burroso, le spighe floreali ricche di nettare possono essere immerse in acqua ottenendo una bevanda dolce e rinfrescante, se lasciate fermentare si ricava un infuso leggermente alcolico. Di alcune specie si utilizzano le radici triturate o arrostite. Dai semi macinati si ottiene una farina per preparare un impasto simile a quello del pane che viene cotto su pietre roventi. Il punto di crescita del fusto è commestibile ed ha un sapore che ricorda il sapore delle noci. L’apice vegetativo però viene raccolto solo per estrema necessità, perchè asportarlo causerebbe la morte della pianta. Le foglie secernano una resina scura usata per secoli dagli aborigeni come collante per utensili ed armi. La resina veniva polverizzata, riscaldata e mescolata con carbone in polvere e sterco di canguro ed era utilizzata anche come impermeabilizzante, una volta essiccata risultava estremamente dura e resistente. Ma non finisce qui, spesso nei fusti delle piante morte si trovavano e si trovano grosse larve di insetti, fonte importante di proteine. Oggi i grass tree sono piante protette, infatti rimuoverle dal loro habitat senza i dovuti permessi comporta multe onerose e si può sfociare nel penale. Queste piante sono molto longeve, infatti crescono mediamente 1/1,5 cm all’anno; quindi, una pianta alta un metro può avere circa un centinaio di anni. Sono molto resistenti al fuoco, infatti dopo gli incendi molte piante vegetano di nuovo. La rinascita delle stesse era, per gli aborigeni, il segnale che il terreno era di nuovo fertile.
Non potendo menzionare tutte le piante del bush ne elencherò alcune. Per esempio, il Kakadu Plum che è un arbusto i cui frutti hanno la più alta concentrazione di vitamina C al mondo e sono molto ricchi di antiossidanti. Il Bush Tomato il cui nome indigeno è Kutjera ed ha un sapore simile al pomodoro secco. Native Lemongrass, erba che cresce in zone aride usata dai nativi per preparare infusi contro infezioni toraciche, mal di testa e infiammazioni. Nel bush si trovava anche selvaggina tipo canguri, wallaby, emu, coccodrilli, serpenti ecc. Gli aborigeni cacciavano solo lo stretto necessario per il sostentamento. Ovviamente questi animali e diversi altri vi si trovano anche oggi.
di Donato D’Aurizio
